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Driiiin, la sveglia.
Ogni giorno come tante formichine ci alziamo e ci incanaliamo in traiettorie ben definite, un susseguirsi di giorni prestampati, di impegni definiti e inderogabili.
Ore, lunghe ore in cui le nostre energie lentamente si spengono.
Gare con noi stessi in cui non vince però nessuno. Solo, il tempo passa.
E nell’attimo di attonita lucidità in cui ci fermiamo a riflettere, ecco che l ‘utopia del premio finale ci scintilla davanti:
Un giorno sarò il direttore, un giorno accumulerò una piccola fortuna e potrò permettermi un viaggio fantastico, un giorno sarò serena a dondolarmi nell’amaca di fronte alla mia villetta rurale, in mezzo ad oche e galline e nipotini festanti.
Il grande inganno è questa nostra vita che ci scorre in una strada parallela, di cui noi siamo solo spettatori.
Poiché non sappiamo quando moriremo si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile, però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte.
Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza neanche riuscireste a concepire la vostra vita?
Forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno.
Quante altre volte guarderete levarsi la luna?
Forse venti.
Eppure tutto sembra senza limite.
Paul Bowles – Cit. film “Il tè nel deserto”
Lo scintillio di questa vita futura piena di pace e serenità, ricchezza e risate, probabilmente non è reale.
La nostra vita è qui ed ora!
In queste nostre giornate da criceti, in questo nostro accumulare: soldi, oggetti, sogni.
Guardiamo al futuro fiduciosi, ma la verità è che cio’ che è realmente reale e di cui dobbiamo godere è il Presente!
Prendiamola adesso quella decisione che stiamo procrastinando, facciamo un viaggio con i nostri genitori, i nostri figli, regaliamo loro il nostro tempo, è il regalo piu’ grande.
Concediamoci il lusso della noia, del sonnecchiare all’ ombra di un prato, di una gita al mare a metà settimana, magari il mercoledi.
Quando le città brulicano di cellulari e gente grigia, e noi invece torniamo abbronzati e rilassati.
“Michela Murgia” ci ha lasciato un’eredità.
Scrittrice superba, Donna intelligente, purtroppo allo stadio terminale, ha dedicato gli ultimi giorni ad esaudire i suoi desideri.
I nostri propositi, quelli che rimandiamo, che bramiamo come irraggiungibili e impossibili, ma forse un giorno… ecco, lei li ha concentrati in pochi mesi:
“Ho pochi sogni non realizzati nella vita. A conti fatti, di cose miracolanti me ne mancavano ancora solo due. Una è un desiderio di bambina, un volere la luna, un’esperienza che pensi irrealizzabile e anche se continui a immaginarla nella testa, non credi mai davvero che accadrà.
Oggi invece, per l’insistenza amorosa dei miei amici, quella cosa si è avverata: sono salita sull’Orient Express, il treno storico dove la carrozza più recente è del ‘46, l’anno in cui nasceva mia madre.”
Il suo messaggio: Vivete! Voi che potete.
Noi invece, purtroppo, rinviamo spesso la felicità.
Chiediamo scusa a chi abbiamo ferito, abbracciamo quella persona che ci ha reso felice, che ci ha amato.
Il Poi .. chissà se c’ è.
Troviamo la nostra luna di quando eravamo bambini dove allora la vita sembrava infinita e meravigliosa.
A volte basta allungare la mano per toccarla.
